Il 18 Gennaio scorso con il voto degli abitanti della Regione Autonoma dell'Atlantico Nord (RAAN) si è finalmente (speriamo) conclusa la telenovela delle elezioni municipali nicaraguensi iniziata a Novembre 2008.
Per chi si fosse perso (molti immagino visto la scarsa/nulla eco che la notizia ha avuto in Italia e in Europa) le puntate precedenti eccone un breve sunto:
Il 9 Novembre, a due anni di distanza dalle elezioni presidenziali che hanno portato nuovamente al potere Daniel Ortega e il Partido Sandinista de Liberaciòn Nacional (FSLN), la popolazione nicaraguense è stata richiamata alle urne per esprimere la propria preferenza sul governo dei 146 municipi del paese. Le elezioni hanno decretato la vittoria assoluta del FSLN e la rovinosa sconfitta della principale coalizione di opposizione organizzata attorno al movimento PLC/VCE (Alianza Partido Liberal Constitucionalista/Movimiento Vamos con Edoardo) guidata da Edoardo Montealegre. La strabordante vittoria del Frente, aggiudicatosi 105 dei 146 comuni in palio, ha generato fortissime proteste da parte degli esponenti dell'opposizione e la denuncia di brogli e irregolarità nello svolgimento del voto. Dalle proteste e le accuse, si è passati purtroppo anche alle vie di fatto: i cortei e le manifestazioni svoltesi nei giorni immediatamente successivi le elezioni sono, in molti casi, degenerati in episodi di guerriglia urbana tra le opposte fazioni causando la morte di due persone. Nonostante le pubbliche accuse e la minaccia di produrre le evidenze delle irregolarità intervenute durante lo spoglio delle schede elettorali, l'opposizione non è stata in grado di produrre prove schiaccianti in merito. Neppure l'intervento del Consiglio Supremo Elettorale (CSE) e il riconteggio dei voti della capitale (seggio per il quale Montealegre si presentava in qualità di candidato sindaco) hanno potuto garantire la normalizzazione della situazione politica e sociale nel paese. La convalida da parte del CSE della regolarità del risultato emerso dal primo spoglio (la vittoria di Arguello su Montealegre alla poltrona di sindaco della capitale) non ha infatti quietato gli animi, esacerbando ancor più le tensioni tra le opposte fazioni. Tutto ciò ha avuto ripercussioni dirette anche sull'attività del Parlamento, oramai da diversi mesi paralizzato dal boicottaggio messo in atto dalle forze di opposizione che chiedono l'approvazione di una legge che disponga l'annullamento delle elezioni di Novembre.
L'ultimo atto di questa telenovela che potremmo chiamare "Anche i Vincitori Piangono" (dal titolo di quella più famosa degli anni '80, "Anche i Ricchi Piangono", con la strappalacrime e occhiuta Veronica Castro) si è prodotta il 18 gennaio scorso quando sono stati chiamati alle urne gli abitanti dei sette municipi della Regione Autonoma dell'Atlantico Norte (RAAN).
Secondo i dati diramati dal Consejo Supremo Electoral (CSE), il FSLN conferma il successo riportato nel resto del paese a Novembre, aggiudicandosi quattro dei sette municipi in lizza (Bilwi/Puerto Cabezas, Rosita, Bonanza, Waspán). Il Partido Liberal Constitucionalista ha vinto in due municipi (Siuna e Mulukukú), mentre il partito indigenista Yatama é riuscito a strappare ai due principali contendenti il municipio di Prinzapolka.
Ciò che maggiormente provoca sconcerto in tutta questa storia non è tanto lo scontro tra la destra di Montealegre e la sinistra danielista (ometto volutamente il termine "sandinista" ritenendo l'attuale governo completamente estraneo a quella cultura), quanto piuttosto la sua strumentalizzazione da parte di attori esterni.
Mi riferisco, in particolare, alle dichiarazioni espresse dall'Ambasciatore americano Robert Callahan il quale ha annunciato che gli Stati Uniti, con l'approvazione e l'appoggio dell'Unione Europea, congelerà per 90 giorni i 175 milioni di dollari del fondo Cuenta Reto del Milenio - destinato al finanziamento di progetti di sviluppo - in attesa che il governo in carica "giunga ad un accordo soddisfacente con tutti i nicaraguensi". Considerando la manipolazione delle informazioni che ha caratterizzato la copertura dell'evento da parte della stampa internazionale e le infinite ingerenze da parte statunitense precedenti e successive al voto, mi pare scandaloso che, attraverso una politica che richiama gli anni della guerra fredda, si continui a speculare ancora oggi sulla pelle dei più poveri avendo, per giunta, il coraggio di riconoscerlo pubblicamente. Riporto un estratto delle dichiarazioni dell'ambasciatore americano da un articolo di Giorgio Trucchi:
"[..] Noi non imponiamo, né suggeriamo una soluzione al Nicaragua, perché sappiamo che i nicaraguensi sono intelligenti e capaci di trovarla. Nonostante ciò [..] sarebbe opportuno che il governo del Nicaragua adotti misure per assicurare di non ricadere negli stessi problemi durante le prossime elezioni, come ad esempio una riforma elettorale. Tuttavia ripeto, non esigiamo soluzioni specifiche. Dobbiamo però essere molto chiari - ha continuato. Come paese sovrano e come paese che è molto interessato allo sviluppo della democrazia nel mondo, gli Stati Uniti possono riconsiderare tutti i programmi che si stanno sviluppando attualmente col Nicaragua, con conseguenze molto serie per l'economia del paese. E la stessa cosa la potrebbero fare gli altri paesi donanti".
Mi chiedo - e vi chiedo - perché mai la sovranità debba essere riconosciuta sempre e solo ai più ricchi e mai ai più poveri, i quali devono beneficiare sempre delle ingerenze, manipolazioni, strumentalizzazioni, spesso create ad arte, di attori esterni ed estranei.
A farne le spese oggi, come ieri, è la povera gente il cui destino è sacrificato in nome di interessi superiori.
Quanto mi piacerebbe anche solo per cinque minuti essere catapultata in una dimensione parallela in cui una realtà diversa, o per meglio dire inversa, é possibile.
Per una volta, amerei vedere l'ambasciatore del Nicaragua annunciare alla stampa il congelamento dei 20 mila milioni di dollari destinati al finanziamento di progetti di sviluppo a favore delle aree povere degli Stati Uniti (la cifra è solo per un caso strano della fantasia equivalente al debito Usa - non ancora saldato - verso il Nicaragua, stabilito da sentenza della Corte Internazionale dell'Aja). La ragione? I brogli in Florida del 2000!
Sogni....solo sogni....
Continua...